Libri
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Edizioni e/o pubblica un romanzo di Eric-Emmanuel Schmitt
"Ulisse da Baghdad"
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Edizioni e/o ripropone in “Ulisse da Baghdad” uno scrittore dallo stile narrativo essenziale che affascina il lettore sino all’ultima pagina dei suoi romanzi: Eric- Emmanuel Schmitt. Nessuna presunzione omerica. Ma fra l’Ulisse d’Itaca e l’Ulisse di Baghdad, più moderno, decisamente meno mitico ma più vivo e palpitante c’è un denominatore comune: il senso di rabbia e di rivincita che poi si tramuta in speranza. Niente altro! L’Ulisse che ci racconta Eric- Emmanuel è vicino ai nostri tempi anche se nasce, vive la sua gioventù e le sue tristezze nella Baghdad di Saddam Hussein, ed assiste a tutte le atrocità di cui il tiranno dell’Iraq è stato capace. Si chiama Saad il giovane protagonista del romanzo. Un giovane che l’autore carica di valori e sentimenti:quello filiale –stupenda la descrizione del rapporto di Saad con suo padre, fonte di saggezza - quello dell’amore puro, quello della giustizia. Saad soffre ma deve abbandonare la sua Baghdad ridotta ad “una “città sconvolta da attentati terroristici dove non c’è cibo, non ci sono medicine e dove regnano l’odio e il sospetto.” Scappa verso l’Inghilterra il giovane Saad che lo scrittore definisce “l’Ulisse” dei nostri giorni, l’uomo che racconta i pericoli che attendono chi cerca una nuova casa, un luogo dove vivere una esistenza serena.”
“Ulisse da Baghdad” non è il tracciato della cronologia di quanto accaduto in Iraq, è un contenitore di sentimenti contrastanti dei suoi personaggi, è un inno alla integrazione, un invito accorato ad abbattere le frontiere che “fintanto che esistono bisogna rispettarle e farle rispettare.” Eric- Emmanuel Schimitt pone un interrogativo che induce a riflessione “Pensiamo che tracciare dei confini sia veramente l’unico modo perché gli uomini possano vivere insieme?” Seguendo il peregrinare di Saad in terra straniera non è improbabile che in tanti si comprenda quanto duro, difficile sia il dramma di chi è costretto a scappare dalla propria terra, dalla propria famiglia, dalla propria casa anche talvolta con la speranza di trovare un luogo dove mettere su casa senza dimenticare le proprie radici.
Un libro intenso, non farcito con luoghi comuni o scritto per fare clamore e propaganda. “Ulisse di Baghdad” è sicuramente una bella favola, una delle tante alle quali Eric- Emmanuel Schimitt ha abituato i suoi lettori. Che è giusto aumentino ogni qual volta esce un suo romanzo.(enzocosentino@opinione.org)
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Carocci pubblica un prezioso saggio storico
"L'Italia repubblicana" di Francesco Barbagallo
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“Non sembra fuori luogo, oggi, all’alba di una crisi di dimensioni mondiali, riconsiderare la storia più recente del nostro paese al fine di individuare le questioni tuttora irrisolte, alla ricerca di soluzioni che ci portino ad affrontare il futuro con spirito costruttivo.” Riconsiderare la storia più recente! Viene in aiuto a chi storico non è ma che intende avere la visione degli avvenimenti dal 1945 al 2008, un interessante saggio edito da Carocci e scritto da Francesco Barbagallo: “L’Italia repubblicana”. Dalla preparazione storico-culturale dell’autore, che è un attento studioso dell’età contemporanea, è scaturito un libro denso di richiami di avvenimenti messi nella giusta sequenza storiografica e politica che fanno comprendere al lettore come è perché il nostro Paese sia stato attraversato da una provvidenziale ventata di sviluppo e poi da una lentezza –come spiega Barbagallo – nel processo riformista dei tempi attuali.
Un libro scritto con rigorosa attinenza agli avvenimenti che hanno attraversato il nostro paese “all’indomani della guerra e della dissoluzione dello stato monarchico-fascista”, sino agli anni sessanta quando l’Italia fu scossa da “forti conflitti interni e da pesanti condizionamenti internazionali e avvelenata “dal terrorismo e dalle stragi” per arrivare alla fine “di quella che è stata chiamata impropriamente la “prima repubblica”. Quindi il periodo più recente della svolta. Ma –per come si evince dalla lettura di “L’Italia repubblicana” – quella svolta “ha portato ad una vera rigenerazione del sistema, lasciando il campo, invece, ad una sempre più pronunciata personalizzazione e spettacolarizzazione della politica.”
Il saggio di Barbagallo richiede una lettura particolarmente attenta e annotazioni di avvenimenti sulle quali riflettere per convenire, o meno, con la tesi dell’autore secondo cui “l’identità della nostra democrazia repubblicana, pur avendo ormai una età superiore all’Italia liberale ed una durata tre volte più lunga del regime fascista, rimane ancora incerta.”
Il prof. Francesco Barbagallo, che con Caracci ha pubblicato altri significativi testi tra cui “Enrico Berlinguer” a suo tempo segnalato su questo sito, ne “L’Italia repubblicana”, dunque, ripercorre, tra l’altro, i tempi della “democrazia difficile degli anni settanta”, soffermandosi sulla “modernità squilibrata del sud e lo sviluppo delle mafie”, sui governi di solidarietà nazionale e sull’assassinio di Moro che fu anche un il colpo mortale alla solidarietà nazionale, senza tralasciare l’analisi del quadro economico sino ad arrivare, come si diceva prima, alla “transazione incompiuta” con la discesa in campo di Berlusconi e quanto altro accaduto sino ai giorni nostri più recenti. Sempre in perfetta e rigorosa chiave storica e politica. Senza tentazioni di gossip. Da perfetto saggio storico quale “L’Italia repubblicana” edito da Carocci, è. (enzocosentinoçopinione.org)
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"Non è lui" il terzo romanzo di Sophie Hannah
nelleedizioni Garzanti
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“Non è lui”, ecco un altro libro di Sophie Hannah, edito da Garzanti. Non può passare inosservato a chi ama il genere thriller.
Sulla scia del successo dei due precedenti romanzi, “Non è mia figlia”e “Non ti credo”(Garzanti), la scrittrice inglese,
perfettamente tradotta da Serena Lauzi, anche questa volta porta il lettore nel cuore del romanzo con ritmo crescente.
Poi la lettura scorre facile, avvincente. Quello che può sembrare inizialmente il diario di una paranoica–ma Sally Thorning, la
protagonista non lo è affatto – è, invece, un giallo ad alta tensione perché si è dinnanzi ad “una storia di menzogne e di identità
nascoste, segreti ed ossessioni che esplora la radici del male umano.” Una sera la movimentata routine della famiglia di Sally
viene sconvolta da una notizia del telegiornale: una madre (Gerladine) ha ucciso la propria figlia e poi si è suicidata. Era la moglie
di un uomo – Mark Bretherck – con cui Sally, madre e sposa perfetta, ha consumato l’unico tradimento della sua vita. Scorrono
le immagini di Mark sul video, ma quell’uomo non è lo stesso della storia segreta di Sally. La donna sospettata del crimine è
invece la moglie di Mark. La protagonista del romanzo sente dentro di se che quell’omicidio-suicidio, nel gioco intrigante delle
identità dei personaggi coinvolti, è un mistero. Sally è sconvolta. Ma qual è il vero Mark con cui ha avuto l’unica storia fuori
dal matrimonio? Particolare che più sconvolge Sally è la somiglianza fra lei e Geraldine. Sulla morte delle due donne si apre un
caso che è affidato a Simon Waterhouse, un investigatore pignolo e puntiglioso. Svolge l’indagine sulla scorta di elementi che
però lo convincono che Geraldine non si sia suicidata. Il mistero è fitto. Sally segue l’evolversi dell’intricato caso. Si sente in
pericolo. Ma tiene ogni sensazione per se. Non rivela di aver conosciuto un Mark Bretherck sposato con Gerladine, ma che non
è lo stesso dell’uomo visto in televisione. Un segreto che le rode dentro. Un segreto che se svelato potrebbe rovinare la sua
famiglia. Passa tempo e la genialità della Hannah inserisce nella trama del suo romanzo altre due morti. I loro corpi vengono
trovati nel giardino dei Bretherck. A questo punto il romanzo entra nella dimensione thriller vera e propria: Sally sa di dover
confessare tutto. “Non è lui” prende la svolta, la sua dinamica narrativa attira nella spirale della suspense il lettore. Ma guai a
non arrivare alla fine del libro, pagina dopo pagina. Si perderebbe il gusto del finale. Si vanificherebbe la lettura di questo
capolavoro, gia bestseller in Inghilterra, che conferma Sophie Hannah, scrittrice di talento. (enzocosentino@opinione.org)
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"Come funzionano i servizi segreti" di Aldo Gianuli
per Ponte alle Grazie:un libro per conoscere l'intelligence di Stato
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Il quarto volume della collana “Inchieste” di Ponte alle Grazie è di Aldo Giannuli.
L’autore con il suo libro “Come funzionano i servizi segreti” “racconta” con una intelligente scrittura la storia dello spionaggio “dalla tradizione alle guerre convenzionali del prossimo futuro”. Il lettore si trova a contatto con una materia di difficile trattazione che Granuli rende invece piacevole e scorrevole.
“La scommessa di questo libro, è proprio quella di dimostrare come spossa fondare una analisi del ruolo politico e sociale dei servizi d’informazione e di sicurezza, basandosi solo su fonti aperte e disponibili.” Lo spionaggio non è attività necessariamente esplicata in tempi di guerra. E’, come si evince dalla lettura del libro di Granuli, una attività frenetica ed insidiosa, utile che si esplica anche in tempi apparentemente di pace. Capiremo dalla lettura di “Come funzionano i servizi segreti”, qual è la loro importanza politica e sociale. Quanto complesso e per certi aspetti condizionato e condizionante sia l’attività di intelligence in uno Stato Granuli lo spiega molto bene ampliandone i confini nell’ambito del rapporti istituzionali.
Il libro è strutturato in due parti e questa scelta si rivela azzeccata ed utile perché così anche il lettore meno aduso alla conoscenza di certi “mondi o status”paralleli potrà organizzare le proprie esigenze di lettura dello studio di Gianuli.
La prima parte è una descrizione del modo in cui i servizi funzionano, come avviene la raccolta delle notizie e come esse sono trattate quando devono “viaggiare” da una stanza all’altra dei Palazzi del potere.
La seconda parte l’autore la dedica all’analisi delle tendenze dell’intelligenze contemporanea, al contesto in cui è chiamata ad operare, alle nuove sfide con cui deve misurarsi ed ai problemi che tutto questo pone dal punto di vista della democrazia e del mercato.
Lo sforzo letterario e di stile dell’autore di “Come funzionano i servizi segreti” è stato quello di metere nella giusta condizione di lettura sia il lettore meno esperto, sia quello più esigente. E Granuli c’è riuscito. (enzocosentino@opinione.org)
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