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"Camilla e il rubacuori" di Giuseppe Pederiali un giallo intrigante edito da Garzanti
“CAMILLA E IL RUBACUORI”, ecco un romanzo di Giuseppe Pederiali, edito da Garzanti, che merita di essere letto. Addirittura “divorato” da chi ama il genere poliziesco made Italy; cioè il più aderente possibile alla realtà. Scritto con sobrietà letteraria e ricco di “spaccati” da cui si apprendono anche tecniche investigative tuttaltro che fantasiose, il libro riporta sulla scena di una serie di atipici delitti l’inimitabile Camilla Cagliostri, ispettore di polizia, in servizio alla Questura di Modena. Un personaggio con cui il lettore fa’subito amicizia. Pederali mette addosso a Camilla una carica di vitalità di donna che si trasmette nella attività di poliziotta e che dà fascino alla trama del romanzo. Una poliziotta lucida e determinata quando si confronta con il questore, la bolognese Caterina Bergonzini, appena insediatasi negli uffici modenesi; Camilla è tutto pepe e sensualità quando fa l’amore con il suo collega e compagno Donato. Si parte con due giovani donne modenesi uccise e squarciate lungo il petto nell’identico modo ed a seguire altre vittime di quello che sembra avere tutte le caratteristiche di un serial killer. Giuseppe Pederiali tesse la ragnatela nel suo romanzo con astuzia e mette Camilla al centro dell’indagine. Una indagine difficile, che si complica tutte le volte che c’è un cadavere da cui scompare il cuore. Modena, Ferrara, tremano perché incombe il terrore e l’ispettrice Cagliostri non deve soltanto scoprire cosa si nasconde dietro le morti; deve vedersela con un rapporto gerarchico a volte angusto con la “questora”. Caparbia, positiva e volitiva, forte del suo istinto poliziesco, Camilla si butta a capofitto e “l’indagine la porterà alla scoperta di un traffico terribile e a confrontarsi con un feroce criminale che l’ha scelta quale avversaria in un duello all’ultimo sangue.” Il giallo l’assorbe ma non completamente perché Camilla conserva il suo humor e la sua privacy e non rinuncia ai momenti di piacere. La trama che Giuseppe Pederiali costruisce in “Camilla e il rubacuori” è implacabile ma lo stile con cui la racconta e racconta l’ambiente in cui si muovono i suoi personaggi. Un bel giallo insomma con tutti gli ingredienti, gustoso e saporito come lo sono “odori e sapori” del modenese. (enzocosentino@opinione.org)


"Il canto delle bambole" una raccolta di poesie di Umberto Crocetti
E’ un mondo palpitante, come un cuore sollecitato da impulsi misteriosi, quello in cui si scatena la verve poetica di Umberto Crocetti. Le parole delle sue poesie sembrano farfalle variopinte pronte a volare e deporsi sul cuore di chi legge. Anche quando sono forti, talvolta crudeli e pungenti, comunque, vibranti. Questa la mia chiave di lettura –modesta e stringata – della poetica di Umberto Crocetti, dopo aver letto il suo recente “Il canto della Bambole” edito da Masso delle Fate. E’ una raccolta di poesie venuta alla ribalta dopo un lungo silenzio componitivo dell’autore che ha esordito nel 1982 con “Persistenza di un amore” per Albatros editrice e poi con “Apologia di un poeta” (1984 per Rubettino). Umberto Crocetti è nato a Catanzaro. Medico endocrinologo affermato, lavora in Puglia, non ha reciso, però, le proprie radici dalla terra natale. E quando parla per ricordare i suoi trascorsi giovanili a Catanzaro, sorride e viaggia nella memoria di un tempo non troppo recente, neppure assai lontano. Viaggia nel tempo anche la poesia di Crocetti. Egli non si sofferma sulla mistica delle parole e sulla necessità di concatenarle a tutti i costi. Leggendo le poesie raccolte ne “Il canto delle bambole” si scopre la voluttà dell’autore per tutto ciò che è bello e ti porta a sognare come fa lui quando su foglietti volanti, con una biro, traduce in parole quel che dal suo intimo pensare sale alla sua mente (“Scrivo i miei versi”:è il titolo di una delle poesie del libro emblematica). L’istinto creativo, che poi si trasforma in pensiero compiuto, rende lo stile poetico di Umberto Crocetti fluido, quasi policromo, musicale. Il canto delle bambole di Crocetti sale anche dagli “Abissi”, dall’Oceano dove “non ci sono stagioni né volteggi di foglie, solo buio ed un suono lontano tramandato dall’onda, ripetuto nel canto dei delfini.” Il senso lirico c’è anche nella composizione dal titolo “La macchia dei ciliegi” (Ritorno nei luoghi dell’infanzia dell’autore) dove traspare un lieve tratto di tristezza, ma si respira anche l’ebbrezza di una natura che si stampa nella mente e nel cuore, nella strofa “Là dov’erano le valli adesso è solo silenzio di lago, giace sommerso ogni grido di bimbo.” Sono profonde, significative, le considerazioni del filosofo Roberto Carifi che delle poesie di Umberto Crocetti scrive: “…hanno qualcosa di magico, qualcosa che ci costringe ad abbandonare la percezione e procedere con altri sensi, per esempio la fantasia, il silenzio delle cose…” Umberto Crocetti quindi un catanzarese da ammirare. Una professione delicata ed importante, quella che esercita nel campo della medicina con severità e scrupolo. Un medico Umberto Crocetti che nella professione riversa senso e metrica della sua poetica che è anche vita quando parla con chi gli espone dolore e sofferenza. (enzocosentino@opinione.org)

"All'ombra della cattedrale" di Nerea Riesco edito da Garzanti, tra amori,passione e mistero nella Siviglia settecentesca
“All’ombra della cattedrale” è un romanzo di Nerea Riesco, edito da Garzanti. Leggerlo è un buon investimento del proprio tempo libero. Chi ha già conosciuto ed apprezzato lo stile narrativo della scrittrice spagnola, leggendo “La ragazza e l’inquisitore” (Garzanti), nel nuovo romanzo troverà conferma della bravura della Riesco e del suo ricco bagaglio culturale e cognitivo. Scrive lo spagnolo “El Mundo” su “All’ombra della cattedrale”: Magistrale. Avvincente dalla prima all’ultima riga.” Nera Riesco infatti in questo suo romanzo “racconta una storia potente d’amore e di avventura, sullo sfondo dello scontro tra la civiltà cristiana e quella musulmana, agli albori del pensiero moderno razionalista che cambiò il volto dell’intera Europa.”. I personaggi della Riesco si muovono ora alla luce del sole, con le loro ansie e passioni, ora nel mistero più fitto e attanagliati da segreti come Leon de Montenegro che arriva a Siviglia da Malta. Deve compire a tutti i costi una missione per conto dell’Ordine cavalleresco degli Ospedalieri. Il giovane Leon fa innamorare, con il suo fascino e la sua vitalità la bella Julia, giovane vedova che lo sposa. Ma Leon deve scoprire dove si trova un prezioso documento “contenente la soluzione di un mistero.” Sono carte risalenti al 13° secolo e stabiliscono le regole di una partita a scacchi tra i sovrani cattolici e quelli musulmani.E’ mirabile veramente la dinamica narrativa, così come rigorosamente documentata è la parte storica di questo romanzo. Una lettura che mozza il fiato e nel contempo ripaga portando il lettore nella magica Siviglia settecentesca. (Valerio Cosentino)

"Istantanea di un amore" di Susana Fortes edito da Nord, un romanzo meraviglioso
Dall’ Editrice Nord è arrivato in libreria un altro pregevole libro: “Istantanea di un amore” della scrittrice iberica Susana Fortes. E’ un romanzo dalla trama forte per personaggi forti ed anche sentimentalmente sensibili, come lo sono i due protagonisti Gerta e Andrè. Se la lettura di “Istantanea di un amore” sarà fatta con passione e trasporto ci si accorgerà che in questo romanzo, Susana Fortes “ci consegna una struggente raccolta d’istantanee di due persone eccezionali, che hanno vissuto un amore unico ed irripetibile, definitivo come lo scatto di una macchina fotografica e palpitante come la luce di una stella.” L’ambientazione di partenza è la Parigi del 1934. Li si sono rifuggiati, entrambi ebrei profughi dalla Germania Gerta ed Andrè. Lui è un fotografo con una apparente voglia di vivere ma con dentro l’anima un ingorno di timori, dubbi e paure. Gerta legge questi stati d’animo di Andrè e sono una scintilla che la fa innamorare del fotografo. Ma devono mutare vita cominciando dal cambio dei loro nomi. Gerta diventa Gerda e Andrè si chiamerà Robet Capa, americano. Vogliono vivere una vita intensa, insieme. Ed insieme fanno una scelta di vita importante, decisiva,quanto tragica quando scoppia la guerra civile spagnola: “decidono di sposare la causa delle Brigate Internazionali e di partire per il fronte convinti di poter segnare il corso della storia.” L’autrice, che si è affermata sulla scena internazionale con “Quattrocento”(Nord, 2008) arricchendo il palmares di importanti premi letterari, nelle pagine di questo suo romanzo attraverso parole che danno senso e colore agli avvenimenti mette in risalto “ Un amore più forte della Storia. Un amore più forte della guerra. Un amore che è diventato leggenda.” In “Istantanea di un amore” infatti troviamo pagine intense in cui Gerta e Andrè vivono anche la Storia di una guerra, ignari che quella guerra è destina a”ad infrangere le speranze di pace e di libertà coltivate da una intera generazione.” Una guerra che non avrà pietà dei due protagonisti e “li condurrà alla separazione definitiva, unendoli, tuttavia per sempre,nella legenda.” Ma la forza che Susanna Fortes dà al suo romanzo, la dolcezza dei sentimenti che attraversano, comunque, la vita dei protagonisti di “Istantanea di un amore” non possono essere raccontate. Devono essere “avvertiti” anche epidermicamente oltreche nei ritmi cardiaci leggendo pagina dopo pagina questo bel libro. (valerio cosentino)

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