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XXXVIEDIZIONE DEL ROCCELLA JAZZ FESTIVAL- RUMORI MEDITERANEI, UN CRESCENDO DI SUCCESSI PERFETTA ORGANIZZAZIONE IL 22 CALA IL SIPARIO
Qualche sofferta variazione (totalmente estranea alla direzione artistica di Vincenzo Staiano e Paola Pinchera), dovuta alla surreale gestione dei fondi destinati alla cultura da parte della Regione Calabria, riguardo alla ufficializzazione della graduatoria definitiva dei beneficiari, non pregiudica di certo l’alto livello della XXXVI edizione del Roccella Jazz Festival – Rumori Mediterranei, una delle rassegne più longeve d’Italia, e conosciuta anche all’estero per la sua anima avanguardista ed internazionale, quest’anno dedicata alla memoria dell’intellettuale e fondatore Sisinio Zito, nell’eloquente sottotitolo “Sisong- canzone per Siso”. E’ iniziato sabato 13 agosto, ore 23, in Largo Colonne per la serie Jammin’Around, con il concerto di cui saranno protagonisti Irit Dekel &Eldad Zitrin – Last of Songs, interessante formazione costituita dagli israeliani Irit Dekel (voce), Eldad Zirtin (voce, fisarmonica, piano e sax soprano), Adi Har Zvi (basso) ed Elad Cohen Bonen (batteria) che presenterà un repertorio di celebri standards, personalmente riarrangiati e tratti dallo splendido album d’esordio che ha registrato consensi unanimi. Si proseguirà lunedì 15, (ore 22:30, ancora in Largo Colonne) con Simona Calipari Archè Project, quintetto formato da Simona Calipari (voce), Francesco Scaramuzzino (pianoforte), Gianni Ciampà (chitarra), Luciano Cefalà (contrabbasso) ed Emanuele Fuduli (batteria), musicisti molto affermati sul territorio calabrese, con un programma gradevole e propedeutico ad ascolti più approfonditi. Martedi 16 (ore 22:30, in Largo Colonne), sarà la volta di Re Niliu, nome storico del folk calabrese il cui leader è Ettore Castagna, la cui anima mediterranea andrà molto bene ad amalgamarsi fra jazz e world music. Nel meritevole intento di allargare anche al comprensorio la propria offerta artistica, il festival si sposterà a Siderno, alle 21:30, presso la Villa Comunale scenario perfetto del concerto Illogic Trio, composto da Lucio D’Amato (pianoforte), Luciano Napoli (basso) e Ugo Rodolico (batteria). Tensione melodica, armonica e ritmica sono i tre elementi predominanti nella musica originale di questa line-up che punta dritto a delle nuove forme stilistiche ed espressive. Si proseguirà con Un Poco Loco, progetto che vede protagonisti Fidel Fourneyron (trombone), Geoffroy Gesser (sax tenore e clarinetto) e Sebastien Beliah (contrabbasso), in collaborazione con Association Jazzé Croisé – Jazz Migration. Il trio offrirà una rilettura strettamente personale del periodo bop associato a Bud Powell e Charlie Parker, con una notevole propensione allo swing. Mercoledi 17 (ore 21:30, presso l’ex convento dei Minimi di Roccella), il concerto dell’emergente pianista Daniele Gorgone, il cui quartetto ospiterà il brillante trombettista Jim Rotondi, molto attivo sulla scena off newyorkese che ha fra i suoi mentori niente meno che Freddie Hubbard, completato da Daniele Sorrentino (contrabbasso)ed Elio Coppola (batteria). Giovedi 18 sempre a Roccella (largo colonne) si terrà un workshop sul jazz a cura del sassofonista Carmelo Coglitore a partire dalle ore 21,30, cui seguirà una produzione originale con il batterista Francesco Cusa, quindi da venerdi 19 il festival entrerà nel vivo presso la tradizionale e suggestiva cornice del teatro al Castello di Roccella Jonica con il duetto fra Ray Anderson (trombonista di eccelso curriculum) e l’emergente Maria Portugal (batteria e voce), impegnati in una produzione originale alle ore 21, quindi Luca Aquino, che presenterà in anteprima Blake Cloud, il suo nuovo progetto con incroci letterari, in cui il trombettista, flicornista e compositore campano dal suono profondamente evocativo, pone le basi per la sua nuova estetica insieme a Sergio Casale (sassofoni, flauto ed elettronica), Carolina Bubbico (voce e tastiere), Roberto Cherillo (voce e tastiere), Antonio Jasevoli (chitarre), Dario Miranda (basso) e Lele Tomasi (batteria) , per un gruppo ad alta gradazione di talento cui si abbineranno le videoproiezioni a cura di Neocortex. Il 20 alle ore 21 il prodigioso quartetto Anderson – Van Kemenade – Glerum – Bennink, costituito da Ray Anderson (trombone), Paul Van Kemenade (sax), Ernst Glerum (contrabbasso) e Han Bennink (batteria). Nonostante le autorevolissime presenze di Anderson e Bennink, autentici protagonisti dell’avanguardia contemporanea, si tratta di quattro brillanti jazzisti che dialogano fittamente e simbioticamente adornando la loro performance con evidenti richiami al free jazz. A seguire il concerto firmato COJ & SECOND TIME special guest Alexander Balanescu, sublime interprete del violino moderno. L’ensemble diretto dall’eccellente pianista Claudio Cojaniz, al quale è stata commissionata una composizione a ricordo del senatore Zito, è completato da Mirko Cisilino (tromba e flicorno), Gabriele Cancelli (tromba e cornetta), Toni Costantini (trombone), Leo Virgili (trombone), Alessandro Turchet (contrabbasso e basso), Luca Colussi (batteria) e Luca Grizzo (percussioni). Domenica 21 dapprima un vibrante piano solo di Antonello Salis, fra i padri putativi del jazz italiano e gran protagonista della storia del festival, quindi Equal Crossings, quartetto transalpino di ottime credenziali formato da Regis Huby (violino) e Marc Ducret (chitarra), Bruno Angelini (piano) e Michele Rabbia (percussioni).Il sipario di Roccella Jazz Festival 2016 calerà lunedi 22 agosto, alle 21:00, al Teatro Castello. O Neuròtico e As Histéricas, quintetto composto da Arrigo Barnabè (voce e tastiere), Maria Beraldo Bastos (clarinetto e voce), Anna Trèa (chitarra e voce), Ana Karina Sebastiao (basso elettrico e voce) e Marià Portugal (batteria e voce) coinvolgeranno gli astanti con il loro originale latin jazz di fattura brasiliana. In chiusura, il Lovano – Faraò – Danielsson - White Quartet, quartetto di caratura mondiale formato da Joe Lovano (sax), Antonio Faraò (pianoforte), Lars Danielsson (basso) e Lenny White (batteria), quattro autentici fuoriclasse dei loro rispettivi strumenti, presentati in esclusiva meridionale a suggello di una impresa culturale da supportare e difendere strenuamente, nel disegno originale voluto da Zito.

FESTIVAL D'AUTUNNO - ECCO CHI E' ANTONIO CASTRIGNANO'
Un rapporto complesso ed articolato, quello tra moda e psicologia, su cui studiosi e semiologi si interrogano. Per la forza aggregante ed esplicativa di questo legame. La moda è mutevole, come mutevole è la mente umana; volubile, come volubili sono le passioni, le certezze, le persone. L’uomo assolve, tramite il fare moda, alla duplice e apparentemente discordante necessità di conformità e novità. C’è chi sostiene che Moda e Psicologia vadano a braccetto e che nel corso degli anni proprio la moda non possa fare a meno per lo sviluppo delle sue nuove idee per lo sviluppo delle nuove tendenze e per tante altre cose, della psicologia La Dott.sa Dalila Rizzello, laureata in psicologia all’università di Padova con il massimo dei voti ed esperta in fashion psicology, ha studiato per tanti anni gli effetti della psicologia sulla moda e viceversa, specializzandosi nel settore e riuscendo ad applicare i suoi studi di psicologia alla moda, diventando sempre di più una esperta in questo campo. Dott.ssa Rizzello ci può spiegare quali sono i legami che uniscono la moda e la psicologia? “ La moda veicola emozioni, sentimenti, interessi, valori ed in particolare è espressione dell’identità (personale), identità (sociale) ed identità (di luogo) di una persona. L’identità personale è la capacità dell’essere umano di avere un proprio io che si forma e rimane pressocchè identico attraverso le varie esperienze. L’identità sociale è il risultato del sentirsi o del non sentirsi parte di gruppi costitutivi della società. L’identità di luogo identifica il senso di appartenenza dell’IO personale in un dato luogo. Cosa si intende per psicologia della moda? “La psicologia della moda studia come l’abbigliamento, gli accessori, i colori, le stoffe diano informazioni importanti per analizzare una persona e come gli stessi costituiscano mezzi di comunicazione non verbale sia nei confronti della persona stessa, sia nei confronti degli altri. Sarebbe, tuttavia riduttivo pensare che dall’utilizzo di un vestito, accessorio, etc.. si possa comprendere la personalità di una persona, quest’ultimo è un costrutto ben più complesso ed articolato”. Psicologia e creazione di nuove adesioni? “Gli stilisti spesso sono precursori dei cambiamenti sociali, palesandoli nelle nuove tendenze, che, condivise dai più, diventano MODA. Un nuovo stile o tendenza è il mezzo attraverso cui un gruppo intende esprimere la propria identità, differenziandola da quella di altri gruppi di cui condivide valori e opinioni”. Moda, psicologia e crisi economica? “La crisi economica, che ha investito i più disparati settori della società e tra questi anche il mondo della moda ha modificato il mercato dell’acquisto dell’abbigliamento ed accessori ed ha visto emergere, in maniere sempre più esponenziale, il mercato dell’acquisto online. Ciò consente, da un lato di acquistare un prodotto a costi bassi, facendo risparmiare tempo e denaro, dall’altro annientando ed annichilendo gli effetti benefici del fare shopping sul campo. Nonostante ciò la Moda rimane un veicolo di comunicazione umana che riesce ad influenzare e anche a far capire a chi la osserva a chi la studia e soprattutto a chi ci lavora, i mutamenti che sono avvenuti e che avvengono nel corso degli anni, mutamenti che si intersecano sempre di più con la psicologia che riesce a far comprendere attraverso la moda come una persona o come un gruppo di persone che formano la società umana, possa esprimere sentimenti, emozioni o anche la personalità di una persona”.

RUMORI MEDITERRANEI A ROCCELLA JONICA - DOPO IL GRANDIOSO SUCCESSO DI ROSCOE MITCHELL QUESTA SERA TOCCA AI GABACHO MAROCONNECTION
Con lo straordinario concerto di Roscoe Mitchell, Rumori Mediterranei, il festival internazionale del jazz di Roccella Jonica è entrato nel vivo, scrivendo grazie all’incontenibile estro di questo leggendario sassofonista, una delle pagine più belle della sua pur già significativa storia. Schegge ritmiche, respirazione circolare, un’inusitata capacità di restare lontano dalle secche del già sentito, Mitchell è ancora oggi un solista gigantesco, in pieno possesso di un’estetica tanto preziosa per quanto originale. Un titano che ha onorato al meglio il suo ritorno in Calabria, dopo l’ultima performance nell’edizione dell’anno 2000. Fra poche ore in auditorium (ore 18), la prima assoluta con il concerto- reading Effetto Zy, per la regia di Wilma Labate e la musica a cura di Angelo Olivieri, con la presenza di Susanna Stivali (piano) e Sara Alzetta (voce recitante). Alle ore 21, presso il teatro al castello), i portentosi Heliocentrics guidati dal mitico Orlando Julius, uno dei precursori dell’Afro-beat e primo scopritore addirittura di Fela Kuti. A seguire il poderoso mix fra gnawa e jazz dei Gabacho Maroconnection, applauditi raramente in Italia, nonostante la loro solida fama europea. Domani invece, (ore 18), nel programma stilato dai direttori artistici Paola Pinchera e Vincenzo Staiano, l’impegno sociale dei Tetes de Bois con “L’amore, la rivolta e l’utopia”, Versi in musica, improbabili orizzonti necessari alla vita, surreale movimento di sensi, cosmiche folgorazioni, vento solare e canti alla luna. Le donne, la follia, la lotta, la disperazione, il volo. Tutto questo nella serata speciale del gruppo formato da Andrea Satta (voce), Carlo Amato (basso e chitarra), Angelo Pelini (pianoforte) e Luca De Carlo (tromba) con Paolo Hendel voce narrante e Sergio Staino ai colori. Interventi utopistici di Massimo Bray. Da Campana a Porta a Verlaine, Baudelaire, Rimbaud, Scotellaro, Sanguineti, Pasolini e al calabrese di Stilo, il principe dell’utopia, Tommaso Campanella. Passi dalla “Città del Sole”, ripresi da Paolo Hendel e illuminati dai disegni di Staino. Alla sera il progetto folklorica (altra prima assoluta), del contrabbassista Francesco Marcocci con la presenza di Leo Genovese (piano), Godwin Louis (alto sax) e Willy Rodriguez (batteria) e l’illustrissima aggiunta di Gavino Murgia (fiati). Infine Rumori Mediterranei incontra il grande carisma di Dobet Gnahorè, cantante, danzatrice e percussionista della Costa d'Avorio. A tutti gli effetti la nuova grande voce del grande continente nero, capace di interpretare le proprie composizioni in una pletora di dialetti: artista magnetica con una superba presenza scenica, costruita in anni di lavoro teatrale e coreografico: nell’esibizione di domani sera troveremo oltre a lei, un trio molto ben amalgamato. Biglietti ancora disponibili presso i luoghi dei concerti con possibilità di sottoscrivere abbonamenti sino alla serata finale del 22. Per tutte le altre info www.roccellajazz.net

CATANZARO- GIOVEDI AL PARCO SCOLACIUM DI ROCCELLETTA DI BORGIA DAVID RIONDINO PER ARMONIED'ARTEFESTIVAL PRESENTA DANTE CON "PIU' DURA CHE PETRA"
Giovedì 27 agosto, alle ore 22:00, all’interno dell’imponente rudere della Chiesa Normanna, sita all’interno del Parco Archeologico Scolacium di Roccelletta di Borgia, sarà “Più dura che Petra” il secondo evento della sezione Progetti Speciali di Armonied’ArteFestival, ideato e diretto da Chiara Giordano, giunto alla XV edizione. Protagonista di uno spettacolo che si preannuncia di grande interesse culturale sarà David Riondino accompagnato da La Reverdie Ensemble con Claudia Caffagni, voce e liuto, Livia Caffagni, voce, viella e flauti, Elisabetta de Mircovich, voce, viella e ribeca, Sara Mancuso, arpa, organo portativo e claviciterio, Matteo Zenatti, voce, arpa e tamburello in "Più dura che Petra". L’eclettico Riondino e la Reverdie, tra i più preziosi gruppi strumentali di musica antica, guideranno il pubblico attraverso un viaggio nell’intrigante “lato oscuro” della poesia e della musica europea fra Due e Trecento. La performance, insieme alle dantesche Rime Petrose, toccherà le atmosfere amorose del trovatore Arnaut Daniel assieme alle composizioni dei più celebri musicisti dell’ars nova italiana e francese che, al gusto per la poesia raffinata derivata dal trobar clus dei poeti provenzali, uniscono l’interesse per artifici metrico-ritmici in uno spettacolo nello stesso tempo raffinato ma godibilissimo. «Con questo spettacolo – dichiara il direttore artistico Chiara Giordano – Armonied’Arte conferma la propria vocazione di presentare un repertorio dichiaratamente colto offerto attraverso un linguaggio adatto alla migliore divulgazione, così come ritiene doveroso che un festival attenzioni, con eventi speciali e dedicati, i grandi personaggi o le tematiche dell’umanità». Il toscano, classe 1952, nato artisticamente con la generazione dei cantautori degli anni Settanta e noto al pubblico del piccolo schermo con il personaggio Joao Mesquinho, cantautore brasiliano inventato per il “ Maurizio Costanzo Show” riprenderà brani tratti dagli scritti del Boccaccio e dedicati al grande Dante senza dimenticare le Rime Petrose dantesche. Si tratta di rime dedicate ad una fantasmagorica Petra, probabilmente non identificabile con una donna realmente esistita, forse invece personificazione dell’amore negato o per alcuni della filosofia, in cui l'autore utilizza un linguaggio crudo e poco armonioso. Ad esprimere il tutto con le note sarà La Reverdie Ensemble formata nel 1986 da due coppie di giovanissime sorelle; un gruppo che nel corso degli anni continua a stupire e coinvolgere pubblico e critica per la sua capacità di approccio sempre nuovo ai diversi stili e repertori del vasto patrimonio musicale del Medioevo europeo. Un appuntamento suggestivo ed unico che per la prima volta vedrà come location l'interno della basilica per regalare al pubblico intense emozioni tra luoghi vivi di storia e pagine simbolo del patrimonio artistico italiano.

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